Alfano: Il semipresidenzialismo è la riforma delle riforme
Il segretario politico del Pdl presenta la proposta di riforma costituzionale

"Questa è la riforma delle riforme. Ora o mai più, si deve cogliere questa occasione. Se il Pd accettasse il presidenzialismo, noi siamo disposti ad accettare una riforma elettorale con il doppio turno che e’ un sistema che continuiamo a ritenere non buono se non coniugato all’elezione diretta del capo dello Stato".
Lo ha affermato il segretario del Pdl Angelino Alfano, in conferenza stampa al Senato, presentando la riforma costituzionale che introduce l’elezione diretta del presidente della Repubblica e la forma di governo semipresidenziale.
"Se la nostra proposta dovesse essere respinta metteremo in evidenza che il Pdl è nel campo dei riformatori mentre la sinistra e’ per il mantenimento dello status quo. Nel caso la nostra proposta di elezione diretta del Presidente della Repubblica venisse respinta, non bloccheremo il processo delle riforme istituzionali in discussione da domani nell’Aula del Senato.
I tempi tecnici per fare la riforma presidenzialista ci sono. Ma se entro il 20 o 30 giugno il pacchetto non esce dal Senato le riforme istituzionali non passano più, con o senza presidenzialismo".
La proposta di riforma costituzionale presentata dal Pdl prevede che il Presidente della Repubblica duri in carica cinque anni (può essere rieletto una sola volta) ed "è eletto a suffragio universale e diretto" e lo votano tutti i maggiorenni. Può essere eletto chi ha compiuto quaranta anni e gode dei "diritti civili e politici". E’ eletto chi ottiene la maggioranza assoluta dei voti validi, altrimenti si prevede un ballottaggio tra i due candidati che hanno conseguito il maggior numero di voti. "Rappresenta l’unità della nazione, ne garantisce l’indipendenza" e "vigila sul rispetto della Costituzione". Il suo ufficio è "incompatibile con qualsiasi altra carica e attività pubblica e privata".
Per legge si prevedono "disposizioni idonee ad evitare conflitti tra gli interessi privati del Presidente e gli interessi pubblici". Il Presidente della Repubblica "presiede il Consiglio supremo per la politica estera e di Difesa e ha il comando delle Forze armate", oltra a dichiarare "lo stato di guerra" deliberato dalle Camere. Può sciogliere le Camere (o una di esse), ma non nel primo anno dall’elezione delle Camere. Premier e ministri controfirmano gli atti proposti al Presidente e adottati dallo stesso, ma non l’indizione delle elezioni e lo scioglimento delle Camere, né l’indizione dei referendum, il rinvio e promulgazione delle leggi, le nomine attribuite al Presidente dalla Costituzione.
Il governo, "è composto dal Primo ministro e dai Ministri". Il Presidente della Repubblica "presiede il Consiglio dei Ministri, salvo delega al Primo Ministro", "nomina il primo ministro" e su proposta del premier "nomina e revoca i ministri". Il Presidente del Consiglio si chiamerà "Primo ministro". Quanto alle garanzie e ai pesi e contrappesi, il Pdl indica come il più importante il seguente: "Un quarto dei componenti di una Camera può sollevare la questione di legittimità costituzionale delle leggi approvate dal Parlamento entro trenta giorni dalla loro entrata in vigore".
